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La manovra finanziaria: accorpamento di comuni

Tagliare le spese continuando ad erogare servizi di qualità. Quanta la “mission” di tutte le amministrazioni pubbliche italiane che ora avranno uno strumento in più per perpetuare questi importanti obiettivi. Con la manovra finanziaria si è infatti sancito l’accorpamento dei comuni sotto i 1000 abitanti con “abolizione” della giunta e consiglio comunale. Un passo avanti che semplifica il particolarismo che attualmente regna anche nella nostra Provincia. L’eccessiva frammentazione amministrativa che caratterizza il nostro territorio è di fatto la principale causa della difficoltà dei singoli Comuni di erogare servizi di qualità adeguati ai cittadini e di esercitare le funzioni di competenza. A livello pratico ciò significa che ciascun ente locale è dotato di un proprio apparato amministrativo, di uffici, di dipendenti e quindi di spese. Riuscire ad unire svariati comuni, anche sopra i 1000 abitanti, è sicuramente una scelta ragionata e che porterebbe ad una semplificazione del panorama amministrativo e a migliorare la gestione del territorio. In questo senso l’attuale amministrazione di centro sinistra provinciale deve farsi carico della scelta in netta contro tendenza avuta ampliando con un nuovo ente, le comunità di valle, un territorio di per se già frazionato. Ritengo sia indispensabile invece agire “dal basso” incentivando l’uso del referendum popolare per unire e non dividere. Garantendo in questo modo un reale vantaggio economico e gestionale delle risorse pubbliche.

Questa lettera è stata pubblica sul giornale Il Trentino in data 18/08/2011 e questa è stata la risposta del direttore del giornale:

- Prima di tutto le devo dire che la norma del taglio dei comuni sotto i 1000 abitanti non ci riguarda: l'autonomia è infatti sovrana e spetta a mamma provincia semmai, il compito di decidere in tal senso. è però auspicabile che si colga questa occasione per mettere un po' d'ordine, rispettando le peculiarità del territorio, ma facendo proprio delle comunità di valle (che devono però decollare in fretta) qualcosa di simile a dei super comuni. In questa prima fase, si è visto ciò che non funziona, ciò che non si avvia, ciò che si duplica. Auspico che presto come hanno più volte promesso anche il presidente Dellai e l'assessore Gilmozzi "le comunità dimostrano le loro potenzilità" (anche in termini di risparmi). Si tratta di conciliare le ragioni della storia con quelle del buon senso. Ma non è il caso di perdere altro tempo. -


Pubblicato il 17/8/2011 alle 12.42 nella rubrica Diario.

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