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Brunetta ai precari "Siete l'Italia Peggiore"

Ormai è storia la frase di Brunetta dedicata ai precari (chiacchieroni e maleschi) intervenuti ad un convegno sull'innovazione. "Siete l'Italia peggiore". Tre parole che pesano come un macigno su un gruppo di non più giovincelli che forse qualche domanda dovrebbero porsela. Mi sta a cuore questa vicenda perché dopotutto la mia giovane età mi fa sentire in qualche modo propenso a prendere posizione su un tema così caldo. Indubbio che non tutte le regioni della penisola sono identiche, ma anche qui in Trentino, chi più chi meno, viviamo la problematica del precariato. Che sia pubblico o privato poco importa. Dobbiamo però sforzarci di capire e accettare l'idea che il lavoro al giorno d'oggi è in continua evoluzione e che NOI non ci abbassiamo a fare i lavori più "miseri". Oggi giorno si studia fino ad oltranza per sperare che la laurea ci possa garantire un futuro migliore. Ma è palese che non funziona in questo modo. Non possiamo pretendere di ottenere meriti che non abbiamo e di non accettare posti di lavoro che riteniamo troppo "bassi" per i nostri studi. Sono convinto che Brunetta abbia sbagliato ad abbandonare l'aula in quel modo e che abbia sbagliato ancora di più nel catalogare i dottorini presenti come "la cosa peggiore nel nostro paese". Ma un fondo di verità c'è...e ne sono convinto ascoltando e rivedendo il filmato per intero, quando verso la fine una ragazza con gli occhiali ed un vestito verdino esclama visibilmente inviperita "C'ho la laurea e master pure io...e non mi vendo a questa gente per 1.000 euro al mese". Fatti delle domande e datti delle risposte era solito apostrofarmi un mio amico. A volte potrebbe servire. Pure ai precari pluri laureati e decorati.

Pubblicato il 15/6/2011 alle 21.38 nella rubrica Diario.

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