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Unità

Può un link su facebook far riflettere su un tema importante come quello dell'Unità d'Italia che il prossimo 17 marzo vedrà 150 candeline sulla grande torta? Un gran bel soffio per spegnerle tutte quante, il cui effetto sarebbe sicuramente sinergico se tutti noi partecipassimo a questo evento. L'unione fa la forza. Eppure non sarà così. Esponenti politici, cittadini, donne e uomini di tutti i tipi hanno già espresso una loro opinione in merito. Chi si unirà al grande soffio, chi quel giorno non soffierà e chi, come nelle migliori meritocrazie si papperà la fetta più grande della torta. Ancora una volta. Eppure nell'Unità Day qualcosa che stona c'è. Da sempre. Un nord oggettivamente diverso da un centro/sud le cui sensibilità non riescono a trovare un punto in comune. Non è la solita vecchia storia del nord produttivo e del sud sanguisuga e statalista. Sono le tradizioni e la cultura personale di chi vive in un luogo a fare di quel posto uno spazio fisico, sociale ed economico migliore. Ed in un mondo globalizzato, nel quale i popoli tendono a riscoprire il gusto delle proprie tradizioni e a consolidarsi in forme più autarchiche rispetto al principio cardine della stessa economia globale, cosa c'è di meglio che affidarsi al potente faccialibro per esprimere il proprio sitle di vita? Nulla, se lo stile proposto non si chiamasse "Malavita Napoletana" ed il link che inneggia a questo movimento... 

http://www.facebook.com/pages/Malavita-napoletana/154934097868330

...non fosse infarcito di patetiche immagini raffigurati pistole con la dicitura Camorra! Ed allora io penso. Penso il perchè a 109.775 persone piace questo link. Penso al perchè non sia possibile che anche da noi giovani parta un movimento di unione collettiva. Per poi ricordarmi che fra le famose 109.775 persone la maggior parte sono miei coetanei. E lo sconforto si amplifica quando scopro che il link Anti Mafia Day conta solo 65.000 persone. Forse quindi è vero. Siamo diversi. Non è un link su facebook che fa la differenza, sarei sciocco a sostenere il contrario, eppure io non mi sento di vivere nel paese delle stragi di Camorra, di Cosa Nostra e di tutte quante queste organizzazioni malavitose. Forse è giunto il momento di amettere che attaccare una coccarda tricolore al petto quel giorno è un po' come prendersi tutti per i fondelli. Perchè, come recita una foto del gruppo "Malavita Napoletana", raffigurante un bambino con la pistola..."o' sistema, io non sto con te". 

Unità, io non sto con te.

Pubblicato il 1/3/2011 alle 21.43 nella rubrica Diario.

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