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politica interna
Giovani Trentino
13 ottobre 2008

Revisione parziale dei piani di zona in merito alle politiche giovanili. A prima vista tali progetti sembrano una buona idea, utile soprattutto, come recita il secondo comma Art. 3 “alla sensibilizzazione alla partecipazione al proprio territorio e all’assunzione di responsabilità sociale da parte dei giovani…”, il vero problema sta nell’effettiva riuscita di tale intento. Non a caso l’effettiva partecipazione è sempre molto scarsa e sporadica, segno evidente che nel meccanismo c’è qualcosa che non va come dovrebbe. L’intento di responsabilizzare i giovani si rivela una vera farsa, perché se è vero che si vuole rendere i partecipanti gli amministratori di domani è inammissibile che poi, se il loro operato risulta essere scarso, non si prendano soluzioni di educazione tesa a far capire gli errori fatti durante il tragitto. Il messaggio che viene quindi percepito può essere riassunto nella frase: “Fai quello che vuoi, poi se va bene ok altrimenti fa nulla, tanto sei solo un ragazzo di 20 anni che con il tempo (forse) capirà come investire meglio i soldi pubblici che la provincia ti ha concesso”.

Credo sia meglio usare questi soldi per finaziare un progetto su larga scala che interessano le pro-loco in modo da aumentare il numero di feste, con varie tematiche, su tutto il territorio. La mia esperienza mi ha ampiamente dimostrato come tali associazioni possono essere un luogo d'incontro molto redditizio in termini di aggregazione culturale e sociale, tenendo conto che esse devono coinvolgere tutta la popolazione, in modo che i nostri paesini non diventino dei veri e propri dormitori. 

Collegamento internet, tramite wireless, a tutte le località del Trentino. Credo vivamente che sia inconcepibile l'arretratezza della nostra Provincia in merito a questo discorso. Di pari passo incentivi maggiori agli studenti meritevoli, controllando attentamente le borse studio erogate a favore degli studenti stranieri, ai quali spetta la fetta più grossa.

Studio della doppia lingua (tedesco e inglese) già dalla prima infanzia nelle scuole materne e asili, al fine di formare adulti competenti e istruiti. Sette in condotta obbligatorio e vincolante al fine della promozione. Per gli alunni indisciplinati lavoretti socialmente utili. Massima collaborazione in questo senso con tutti gli istituti scolastici.





permalink | inviato da Filippo Pataoner il 13/10/2008 alle 18:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
Autonomia Trentina
8 ottobre 2008

Ai leghisti Trentini gli avversari politici lanciano un’accusa che sul piano teorico regge molto bene: quella di minare la specialità della nostra regione, al fine di consolidare un progetto che prende il nome di Padania. Se ci fermiamo un attimo a riflettere ciò potrebbe avere ancora più significato pensando a dove si è affermata la Lega, con quali modalità e come si è evoluta nel tempo. Il Trentino difficilmente risente dell’influenza padana, noi apparteniamo a un’aera più mittel-europea, la quale ci ha fatto guadagnare la specialità regionale.

Personalmente io ritengo il nord unito economicamente e industrialmente, rispetto a un nord consolidato sul piano storico, quindi questa è la definizione che do io di Padania: “territori comprendenti i vari particolarismi presenti nel settentrione, i quali si accomunano fra di essi per la totale estraneità rispetto alla politica economica e sociale del centro e sud Italia”. Il Nord deve diventare un soggetto unito e in constante cooperazione, senza dimenticare chi siamo e qual è la nostra terra di origine. Oserei quindi dire che la nostra Regione non è altro che una: REGIONE SPECIALE A CARATTERE ECONOMICAMENTE FEDERALE.  Infatti godiamo di privilegi tipici del federalismo, pur trattenendo quella autonomia che ci contraddistingue. Quello che dobbiamo fare è accentuare i rapporti con la provincia di Bolzano per creare una vera regione e non come succede adesso due province completamente diverse e oserei dire; anche in contrasto fra esse.

MIGLIOR GESTIONE DELLA NOSTRA AUTONOMIA, SENZA LA PAURA CHE ESSA POSSA VENIRE DETURPATA DALLA POLITICA DI CENTRO DESTRA.

 





permalink | inviato da Filippo Pataoner il 8/10/2008 alle 19:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
politica interna
Economia Trentina
7 ottobre 2008

Prima di addentrarmi nel vivo della questione vorrei citare una frase che ritengo veritiera e dogmatica sopra ogni altra cosa: “Più crescono e si diffondono i processi di globalizzazione planetaria, più diventano rilevanti i singoli territori, più tutto si globalizza e più tutto li localizza al tempo stesso”. Tale proposizione non è altro che il sunto striminzito del paradosso globale di John Naisbitt. Doveroso è quindi tenere bene presente le parole appena citate per comprendere in maniera piena e totale la giusta politica economica e sociale da mettere in campo nella guida di una regione come il Trentino, 

Partendo da questo punto è doveroso fare un piccolo ragionamento. La nostra epoca è caratterizzata da una forte economia mondiale, la quale prendendo il nome di globalizzazione risulta essere di fatto fortemente concorrenziale fra essa. Le varie economie dei vari stati vengono messe a confronto e la più efficacie e energica vince sulle altre. Di pari passo a questi fenomeni mondiali si verifica la riscoperta di valori tipicamente tradizionali e se il paragone economico me lo concede; autarchici. Ebbene in questo scenario stiamo assistendo alla vittoria di molti partiti di centro destra, i quali si propongono da sempre la difesa delle tradizioni locali. In Trentino sta avvenendo grassolanamente la stessa cosa; alle nazionali di aprile la lega triplica i propri voti, riscoprendosi forte e determinata, ed ora corre per la presidenza della Regione. 

L'economia Trentina: dopo questo lungo ragionamento la relazione tra economia più aperta = maggior tradizionalisco locale, appare chiara. Se il paradosso di Naisbitt dovesse funzionare paradossalmente la ricetta per una società più tradizionale è proprio l'apertura all'economia europea/mondiale. In questo modo la politica di centro destra appare sanata da quella grande sfida che è la tradizione sociale. 

Il Trentino ricopre una ruolo strategico, a cavallo tra una cultura mittel europea che ci potrebbe servire come trampolino di lancio verso il podio delle Regioni più ricche. Doveroso è quindi impostare una politica che permetta alle imprese di essere più competenti e capaci di affrontare le sfide economiche mondiali, cercando sempre di trattenere quella località tipica che, al pari di molti altri prodotti di regioni italiane, potebbero farci fare bella figura nel mondo. Alle imprese servono certificazioni sulla qualità dei prodotti, enti che aiutino in questo percorso di qualità. STOP ad una politica di totale chiusura rivolta interamente al proprio "orticello", dobbiamo pensare in grande per crescere tutti in qualità. ABBATTIMENTO BUROCRAZIA per nuovi insediamenti produttivi, dobbiamo offrire tempi più rapidi; non è possibile aspettare uno o due anni per avere il permesso di crescere, i tempi mondiali non permettono di adagiarsi sugli allori.






permalink | inviato da Filippo Pataoner il 7/10/2008 alle 18:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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